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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

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IL CAMPIELLO

Di: Carlo Goldoni

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L'AUTORE A CHI LEGGE

Questa è una di quelle Commedia che soglio preparare per gli ultimi giorni di Carnovale, sendo più atte in quel tempo a divertire il popolo che corre affollatamente al Teatro. L'azione di questa Commedia è semplicissima, l'intreccio è di poco impegno, e la peripezia non è interessante; ma ad onta di tutto ciò, ella è stata fortunatissima sulle scene in Venezia non solo, ma con mia sorpresa in Milano fu così bene accolta, che si è replicata tre volte a richiesta quasi comune. La mia maraviglia fu grande, perché ella è scritta coi termini più ricercati del basso rango e colle frasi ordinarissime della plebe, e verte sopra i costumi di cotal gente, onde non mi credeva che fuori delle nostre lagune potesse essere intesa, e così bene goduta. Ma vi è una tal verità di costume, che quantunque travestito con termini particolari di questa Nazione, si conosce comunemente da tutti.
I versi di questa Commedia sono dissimili da tutti gli altri che si leggono ne' miei Tomi e che corrono alla giornata. Questi non sono i soliti Martelliani, ma versi liberi di sette e di undici piedi, rimati e non rimati a piacere, secondo l'uso dei drammi che si chiamano musicali. Una tal maniera di scrivere pare che non convenga all'uso delle Commedie, ma il linguaggio Veneziano ha tali grazie in se stesso, che comparisce in qualunque metro, ed in questo precisamente mi riuscì assai bene.
Il titolo del Campiello riuscirà nuovo a qualche forastiere non pratico della nostra città. Campo da noi si dice ad ogni piazza, fuori della maggiore che chiamasi di San Marco.
Campiello dunque è il diminutivo di Campo, che vale a dire è una Piazzetta, di quelle che per lo più sono attorniate da case povere e piene di gente bassa. Usasi nell'estate in queste piazzette un certo gioco che chiamasi il «Lotto della Venturina», con cui si cava la grazia a similitudine del «Birbis», con alcune pallottole, e il più o il meno guadagna, secondo è stato prima deciso, se il più od il meno dee guadagnare. Il premio di questo lotto suol consistere per lo più in pezzi di maiolica di poco prezzo, ed è un divertimento che chiama alle finestre o alla strada la maggior parte del vicinato. Con questo gioco principia la Commedia, la quale poi prosseguisce con quegli strepiti che sono soliti di cotal gente e di tali siti, e termina con quell'allegria che pure è frequente nelle medesime circostanze, e che va bene adattata alla stagione per cui fu la Commedia presente ordinata.

Personaggi

Gasparina, giovinecaricata, che parlando usa la lettera Z in luogo dell'S.

Donna Catte Panchiana, vecchia

Lucietta, fia de donna Catte

Donna Pasqua Polegana, vecchia

Gnese, fia de donna Pasqua

Orsola, frittolera

Zorzetto, fio de Orsola

Anzoletto, marzer

Il Cavaliere

Fabrizio, zio di Gasparina

Sansuga, cameriere di locanda

Orbiche sonano

Giovani che ballano

Facchini

Simone zerman di Lucietta

La scena stabile rappresenta un Campiello con varie case, cioè da una parte la casa di Gasperina con poggiuolo, e quella di Lucietta con altana; dall'altra parte la casa di Orsola con terrazza, e quella di Gnese con altanella. In mezzo, al fondo, una locanda con terrazzo lungo, coperto da un pergolato.

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Edizione HTML a cura di: [email protected]
Ultimo Aggiornamento:13/07/2005 22.45

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