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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Dei delitti e delle pene

di Cesare Beccaria

(1763)

Capitolo 41

COME SI PREVENGANO I DELITTI

╚ meglio prevenire i delitti che punirgli. Questo Ŕ il fine principale d'ogni buona legislazione, che Ŕ l'arte di condurre gli uomini al massimo di felicitÓ o al minimo d'infelicitÓ possibile, per parlare secondo tutt'i calcoli dei beni e dei mali della vita. Ma i mezzi impiegati fin ora sono per lo pi˙ falsi ed opposti al fine proposto. Non Ŕ possibile il ridurre la turbolenta attivitÓ degli uomini ad un ordine geometrico senza irregolaritÓ e confusione. Come le costanti e semplicissime leggi della natura non impediscono che i pianeti non si turbino nei loro movimenti cosÝ nelle infinite ed oppostissime attrazioni del piacere e del dolore, non possono impedirsene dalle leggi umane i turbamenti ed il disordine. Eppur questa Ŕ la chimera degli uomini limitati, quando abbiano il comando in mano. Il proibire una moltitudine di azioni indifferenti non Ŕ prevenire i delitti che ne possono nascere, ma egli Ŕ un crearne dei nuovi, egli Ŕ un definire a piacere la virt˙ ed il vizio, che ci vengono predicati eterni ed immutabili. A che saremmo ridotti, se ci dovesse essere vietato tutto ci˛ che pu˛ indurci a delitto? Bisognerebbe privare l'uomo dell'uso de' suoi sensi. Per un motivo che spinge gli uomini a commettere un vero delitto, ve ne son mille che gli spingono a commetter quelle azioni indifferenti, che chiamansi delitti dalle male leggi; e se la probabilitÓ dei delitti Ŕ proporzionata al numero dei motivi, l'ampliare la sfera dei delitti Ŕ un crescere la probabilitÓ di commettergli. La maggior parte delle leggi non sono che privilegi, cioŔ un tributo di tutti al comodo di alcuni pochi.

Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle. Fate che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini che gli uomini stessi. Fate che gli uomini le temano, e temano esse sole. Il timor delle leggi Ŕ salutare, ma fatale e fecondo di delitti Ŕ quello di uomo a uomo. Gli uomini schiavi sono pi˙ voluttuosi, pi˙ libertini, pi˙ crudeli degli uomini liberi. Questi meditano sulle scienze, meditano sugl'interessi della nazione, veggono grandi oggetti, e gl'imitano; ma quegli contenti del giorno presente cercano fra lo strepito del libertinaggio una distrazione dall'annientamento in cui si veggono; avvezzi all'incertezza dell'esito di ogni cosa, l'esito de' loro delitti divien problematico per essi, in vantaggio della passione che gli determina. Se l'incertezza delle leggi cade su di una nazione indolente per clima, ella mantiene ed aumenta la di lei indolenza e stupiditÓ. Se cade in una nazione voluttuosa, ma attiva, ella ne disperde l'attivitÓ in un infinito numero di piccole cabale ed intrighi, che spargono la diffidenza in ogni cuore e che fanno del tradimento e della dissimulazione la base della prudenza. Se cade su di una nazione coraggiosa e forte, l'incertezza vien tolta alla fine, formando prima molte oscillazioni dalla libertÓ alla schiavit¨, e dalla schiavit¨ alla libertÓ.

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