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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA
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LE VITE DE' PI┌ ECCELLENTI ARCHITETTI, PITTORI, ET SCULTORI ITALIANI, DA CIMABUE INSINO A' TEMPI NOSTRI
Nell'edizione per i tipi di Lorenzo
Torrentino - Firenze 1550

di Giorgio Vasari

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GALASSO FERRARESE

 

Pittore

 

Quando in una cittÓ dove non sono eccellenti artefici vengono forestieri a fare opere, sempre si desta l'ingegno a qualcuno, che si sforza di poi, con l'apprendere quella medesima arte, far sÝ che nella sua cittÓ non abbino pi˙ a venire gli strani per abbellirla da quivi inanzi e portarne le facultÓ; le quali si ingegna di meritare egli con la virt˙, e di acquistarsi quelle ricchezze che troppo gli parsono belle ne' forestieri. Il che chiaramente fu manifesto in Galasso Ferrarese, il quale, veggendo Pietro da 'l Borgo a San Sepolcro rimunerato da quel duca dell'opre e delle cose che lavor˛, et oltra ci˛ onoratamente tratenuto in Ferrara, fu per tale esempio incitato, dopo la partita di quello, di darsi alla pittura talmente, che in Ferrara acquist˛ fama di buono et eccellente maestro. La qual cosa lo fece tanto pi˙ grato in quel luogo, quanto nello andare a Vinegia impar˛ il colorire a olio e lo port˛ a Ferrara, perchÚ fece poi infinite figure in tal maniera, che sono per Ferrara sparte in molte chiese. Appresso, venutosene a Bologna, condottovi da alcuni frati di San Domenico, fece ad olio una cappella in San Domenico; e cosÝ il grido di lui crebbe insieme col credito. Per che appresso questo lavor˛ a Santa Maria del Monte fuor di Bologna, luogo de' monaci neri, e fuor della porta di San Mammolo, molte pitture in fresco; e cosÝ alla Casa di Mezzo per questa medesima strada fu la chiesa tutta dipinta di man sua et a | fresco lavorata, ne <la> quale egli fece le storie del Testamento vecchio. Visse sempre costumatissimamente e si dimostr˛ molto cortese e piacevole, nascendo ci˛ per lo essere pi˙ uso fuor della patria sua a vivere et ad abitare che in quella. Vero Ŕ che per non essere egli molto regolato nel viver suo, non dur˛ molto tempo in vita, andandosene di anni cinquanta o circa a quella vita che non ha fine. Onorato dopo la morte da uno amico di questo epitaffio:

 

GALASSVS FERRARIEN<SIS>

SVM TANTO STVDIO NATVRAM IMITATVS ET ARTE

DVM PINGO, RERVM QVAE CREAT ILLA PARENS,

HAEC VT SAEPE QVIDEM, NON PICTA PVTAVERIT A ME,

A SE CREDIDERIT SED GENERATA MAGIS.

 

In questi tempi medesimi fu CosmŔ da Ferrara pure. Del quale si veggono in San Domenico di detta cittÓ, una cappella e nel duomo, duoi sportelli che serrano lo organo di quello. Costui fu migliore disegnatore che pittore, e per quanto io ne abbia possuto ritrarre, non dovette dipigner molto. |


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Edizione HTML a cura di: mail@debibliotheca.com
Ultimo Aggiornamento: 17/07/2005 17.09

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