Home

Welcome

Email

De Bibliotheca

Biblioteca Telematica

CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Bar

DELLA TIRANNIDE

Di: VITTORIO ALFIERI

BulletSmall Bullet BulletSmall Bullet BulletSmall Bullet Bullet

     Next     Back    
Bar

INDICE

LIBRO PRIMO

ALLA LIBERTÀ

Capitolo .1. COSA SIA IL TIRANNO

Capitolo .2 COSA SIA LA TIRANNIDE

Capitolo .3 DELLA PAURA

Capitolo .4. DELLA VILTÀ

Capitolo .5 DELL'AMBIZIONE

Capitolo .6 DEL PRIMO MINISTRO

Capitolo .7 DELLA MILIZIA

Capitolo .8 DELLA RELIGIONE

Capitolo .9 DELLE TIRANNIDI ANTICHE, PARAGONATE COLLE MODERNE

Capitolo .10 DEL FALSO ONORE

Capitolo .11 DELLA NOBILTÀ

Capitolo .12 DELLE TIRANNIDI ASIATICHE, PARAGONATE COLL'EUROPEE

Capitolo .13 DEL LUSSO

Capitolo .14 DELLA MOGLIE E PROLE DELLA TIRANNIDE

Capitolo .15 DELL'AMOR DI SE STESSO NELLA TIRANNIDE

Capitolo .16 SE SI POSSA AMARE IL TIRANNO, E DA CHI

Capitolo .17 SE IL TIRANNO POSSA AMARE I SUOI SUDDITI, E COME

Capitolo .18 DELLE TIRANNIDI AMPIE, PARAGONATE COLLE RISTRETTE

LIBRO SECONDO

Capitolo.1 INTRODUZIONE AL LIBRO SECONDO

Capitolo.2 IN QUAL MODO SI POSSA VEGETARE NELLA TIRANNIDE

Capitolo.3 COME SI POSSA VIVERE NELLA TIRANNIDE

Capitolo.4 COME SI DEBBA MORIRE NELLA TIRANNIDE

Capitolo.5 FINO A QUAL PUNTO SI POSSA SOPPORTAR LA TIRANNIDE>

Capitolo.6 SE UN POPOLO, CHE NON SENTE LA TIRANNIDE, LA MERITI, O NO

Capitolo.7 COME SI POSSA RIMEDIARE ALLA TIRANNIDE

Capitolo.8 CON QUAL GOVERNO GIOVEREBBE PIÙ DI SUPPLIRE ALLA TIRANNIDE

PROTESTA DELL'AUTORE (sonetto finale)

Bar
Cuncti se scire fatentur

Quid fortuna ferat populi, sed dicere mussant.

Virgilio, Eneide, lib. XI

Impune quaelibet facere id est regem esse

Sallustio, Guerra Giugurtina, cap. XXXI

Bar
PREVIDENZA DELL'AUTORE
Dir più d'una si udrà lingua maligna,
(Il dirlo è lieve; ogni più stolto il puote)
Che in carte troppe, e di dolcezza vuote,
Altro mai che tiranni io non dipigna:
Che tinta in fiel la penna mia sanguigna
Nojosamente un tasto sol percuote:
E che null'uom dal rio servaggio scuote,
Ma rider molti fa mia Musa arcigna.
Non io per ciò da un sì sublime scopo
Rimuoverò giammai l'animo, e l'arte,
Debil quantunque e poco a sì grand'uopo.
Né mie voci fien sempre al vento sparte,
S'uomini veri a noi rinascon dopo,
Che libertà chiamin di vita parte.

Bar

Home

Next

Back

Email

Edizione HTML a cura di: [email protected]
Ultimo Aggiornamento:19/01/2001 10.54

Bulletpkvgb.gif (2336 byte)Bullet

Victorian Elegance
Bar