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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Dei delitti e delle pene

di Cesare Beccaria

(1763)

Capitolo 37

ATTENTATI, COMPLICI, IMPUNIT└

PerchÚ le leggi non puniscono l'intenzione, non Ŕ per˛ che un delitto che cominci con qualche azione che ne manifesti la volontÓ di eseguirlo non meriti una pena, benchÚ minore all'esecuzione medesima del delitto. L'importanza di prevenire un attentato autorizza una pena; ma siccome tra l'attentato e l'esecuzione vi pu˛ essere un intervallo, cosÝ la pena maggiore riserbata al delitto consumato pu˛ dar luogo al pentimento. Lo stesso dicasi quando siano pi˙ complici di un delitto, e non tutti esecutori immediati, ma per una diversa ragione. Quando pi˙ uomini si uniscono in un rischio, quant'egli sarÓ pi˙ grande tanto pi˙ cercano che sia uguale per tutti; sarÓ dunque pi˙ difficile trovare chi si contenti d'esserne l'esecutore, correndo un rischio maggiore degli altri complici. La sola eccezione sarebbe nel caso che all'esecutore fosse fissato un premio; avendo egli allora un compenso per il maggior rischio la pena dovrebbe esser eguale. Tali riflessioni sembreran troppo metafisiche a chi non rifletterÓ essere utilissimo che le leggi procurino meno motivi di accordo che sia possibile tra i compagni di un delitto.

Alcuni tribunali offrono l'impunitÓ a quel complice di grave delitto che paleserÓ i suoi compagni. Un tale spediente ha i suoi inconvenienti e i suoi vantaggi. Gl'inconvenienti sono che la nazione autorizza il tradimento, detestabile ancora fra gli scellerati, perchÚ sono meno fatali ad una nazione i delitti di coraggio che quegli di viltÓ: perchÚ il primo non Ŕ frequente, perchÚ non aspetta che una forza benefica e direttrice che lo faccia conspirare al ben pubblico, e la seconda Ŕ pi˙ comune e contagiosa, e sempre pi˙ si concentra in se stessa. Di pi˙, il tribunale fa vedere la propria incertezza, la debolezza della legge, che implora l'aiuto di chi l'offende. I vantaggi sono il prevenire delitti importanti, e che essendone palesi gli effetti ed occulti gli autori intimoriscono il popolo; di pi˙, si contribuisce a mostrare che chi manca di fede alle leggi, cioŔ al pubblico, Ŕ probabile che manchi al privato. Sembrerebbemi che una legge generale che promettesse la impunitÓ al complice palesatore di qualunque delitto fosse preferibile ad una speciale dichiarazione in un caso particolare, perchÚ cosÝ preverrebbe le unioni col reciproco timore che ciascun complice avrebbe di non espor che se medesimo; il tribunale non renderebbe audaci gli scellerati che veggono in un caso particolare chiesto il loro soccorso. Una tal legge per˛ dovrebbe accompagnare l'impunitÓ col bando del delatore... Ma invano tormento me stesso per distruggere il rimorso che sento autorizzando le sacrosante leggi, il monumento della pubblica confidenza, la base della morale umana, al tradimento ed alla dissimulazione. Qual esempio alla nazione sarebbe poi se si mancasse all'impunitÓ promessa, e che per dotte cavillazioni si strascinasse al supplicio ad onta della fede pubblica chi ha corrisposto all'invito delle leggi! Non sono rari nelle nazioni tali esempi, e perci˛ rari non sono coloro che non hanno di una nazione altra idea che di una macchina complicata, di cui il pi˙ destro e il pi˙ potente ne muovono a lor talento gli ordigni; freddi ed insensibili a tutto ci˛ che forma la delizia delle anime tenere e sublimi, eccitano con imperturbabile sagacitÓ i sentimenti pi˙ cari e le passioni pi˙ violente, sÝ tosto che le veggono utili al loro fine, tasteggiando gli animi, come i musici gli stromenti.

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