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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Dei delitti e delle pene

di Cesare Beccaria

(1763)

Capitolo 20

VIOLENZE

Altri delitti sono attentati contro la persona, altri contro le sostanze. I primi debbono infallibilmente esser puniti con pene corporali: nÚ il grande nÚ il ricco debbono poter mettere a prezzo gli attentati contro il debole ed il povero; altrimenti le ricchezze, che sotto la tutela delle leggi sono il premio dell'industria, diventano l'alimento della tirannia. Non vi Ŕ libertÓ ogni qual volta le leggi permettono che in alcuni eventi l'uomo cessi di esser persona e diventi cosa: vedrete allora l'industria del potente tutta rivolta a far sortire dalla folla delle combinazioni civili quelle che la legge gli dÓ in suo favore. Questa scoperta Ŕ il magico segreto che cangia i cittadini in animali di servigio, che in mano del forte Ŕ la catena con cui lega le azioni degl'incauti e dei deboli. Questa Ŕ la ragione per cui in alcuni governi, che hanno tutta l'apparenza di libertÓ, la tirannia sta nascosta o s'introduce non prevista in qualche angolo negletto dal legislatore, in cui insensibilmente prende forza e s'ingrandisce. Gli uomini mettono per lo pi˙ gli argini pi˙ sodi all'aperta tirannia, ma non veggono l'insetto impercettibile che gli rode ed apre una tanto pi˙ sicura quanto pi˙ occulta strada al fiume inondatore.

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