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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

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Cavalleria Rusticana

di: Giovanni Verga

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Scene popolari

A Giuseppe Giacosa

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PERSONAGGI

 

TURIDDU MACCA

COMPAR ALFIO DI LICODIANO

LA GN LOLA, sua moglie

SANTUZZA

LA GN NUNZIA, madre di Turiddu

LO ZIO BRASI, stalliere

COMARE CAMILLA, sua moglie

LA ZIA FILOMENA

PIPPUZZA

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La piazzetta del villaggio, irregolare. In fondo a sinistra, il viale alberato che conduce alla chiesuola, e il muro di un orto che chiude la piazzetta; a destra una viottola, fra due siepi di fichidindia, che si perde nei campi. Al primo piano a destra, la bettola della gn Nunzia, colla frasca appesa all'uscio; un panchettino con su delle ova, pane e verdura, in mostra; e, dall'altra parte dell'uscio una panca addossata al muro. La bettola fa angolo con una stradicciuola che immette nell'interno del villaggio. All'altra cantonata la caserma dei carabinieri, a due piani, collo stemma sul portoncino. Pi in l, sulla stessa linea, lo stallatico dello zio Brasi, con un'ampia tettoia sul davanti. Al primo piano, a sinistra, una terrazza con pergolato. Poscia una stradicciuola. Infine la casetta della zia Filomena.

 

 

SCENA I

 

Lo zio Brasi attraversa la scena dalla sinistra con un fascio di fieno in capo, che va a deporre sotto la tettoia. Comare Camilla sulla terrazza, ripiegando della biancheria di bucato. Donne lungo il viale per andare in chiesa. Un contadino seduto sotto la tettoia, col mento fra le mani canticchiando. Suona la messa. La zia Filomena esce dalla bettola della gn Nunzia, portando roba sotto il grembiale.

 

COMARE CAMILLA Spesa, zia Filomena?

ZIA FILOMENA Oggi Pasqua, colla grazia di Dio!

Entra in casa.

COMARE CAMILLA (A Santuzza, che arriva agitata dalla prima viottola a sinistra, col viso nascosto nella mantellina). O comare Santa, che andate a confessarvi?

Santuzza leva il capo verso di lei e tira via senza rispondere.

ZIO BRASI (a comare Camilla, dalla porta dello stallatico). Tu rientra in casa, e bada ai fatti tuoi, linguaccia!

Comare Camilla rientra in casa. A un carabiniere ch' affacciato sul terrazzino della caserma:

Mi vuol sempre cimentare, quel diavolo di mia moglie!

Al contadino ch' sotto la tettoia:

Venite qua, compare Peppi.

Lo conduce via nello stallatico.

SANTUZZA (sull'uscio della bettola). O gn Nunzia!

GN NUNZIA (affacciandosi). O tu!… che vuoi?

Il carabiniere rientra.

SANTUZZA Non temete, me ne vado subito. Ditemi soltanto se c' vostro figlio Turiddu…

GN NUNZIA Sin qui vieni a cercarmi mio figlio Turiddu?… Non c'.

SANTUZZA Ah, Signore benedetto!

GN NUNZIA Lo sai che nei vostri pasticci io non voglio entrarvi!

SANTUZZA (scostando la mantellina). Ah, gn Nunzia, non mi vedete la faccia che ho? Fate come Ges Cristo a Maria Maddalena… Ditemi dov' vostro figlio Turiddu, per carit!

GN NUNZIA andato a Francofonte per il vino.

SANTUZZA No! Ier sera era ancor qui. L'hanno visto a due ore di notte.

GN NUNZIA Che vieni a dirmi!… In casa non tornato stanotte… Entra.

SANTUZZA No, gn Nunzia. In casa vostra non ci posso entrare.

ZIO BRASI (dalla tettoia). O zia Filomena, oggi che la Santa Pasqua, e fanno pace suocera e nuora, abbiamo da abbracciarci e baciarci anche noi?

ZIA FILOMENA Zitto, scomunicato!

Rientra in casa.

GN NUNZIA (a Santuzza). Parla dunque! Cos' successo a mio figlio Turiddu?

SANTUZZA Non gridate forte, gn Nunzia!

PIPPUZZA (dalla stradicciuola in fondo a destra, con un paniere infilato al braccio). Volet'ova, gn Nunzia?

GN NUNZIA A tre due soldi, se ti contenti. Guarda, ne ho tante.

PIPPUZZA Allora mi contento di mangiarmele coi miei figliuoli, e far la Pasqua anch'io, piuttosto.

Per andare.

ZIO BRASI O che non siete stata a confessarvi, gn Nunzia?

GN NUNZIA Via, perch oggi Pasqua, un soldo l'uno! Ne piglio dodici; ma uno me lo darai per giunta, in regalo. Mettile insieme alle altre, l… Senza romperle, bada! E te' i danari. Un pugno di palanche ti porti via, guarda!

ZIO BRASI Senti, senti Pippuzza, cerchiamo di far negozio anche noi. Vieni qua, a casa mia.

La conduce nella prima stradicciuola a sinistra.

GN NUNZIA (a Santuzza) Parla dunque! Che sai di mio figlio Turiddu?

SANTUZZA Niente so.

GN NUNZIA Dov' stato questa notte, che non tornato a casa?

SANTUZZA (scoppiando a piangere col viso nella mantellina). Ah, gn Nunzia! che chiodo c' qui dentro nel mio cuore.

GN NUNZIA Dunque lo sai dov' stato Turiddu?

COMPAR ALFIO (dalla prima stradicciuola a destra, con un fiasco in mano). Che ne avete ancora di quello buono da sei soldi, gn Nunzia?

GN NUNZIA Vado a vedere. Turiddu doveva portarne oggi da Francofonte.

COMPAR ALFIO Vostro figlio Turiddu ancora qui. L'ho visto stamattina. Non ha il berretto rosso di bersagliere?

Comare Camilla si affaccia di nuovo sulla terrazza.

SANTUZZA (levando il fiasco di mano a compare Alfio e dandolo alla gn Nunzia). Intanto andate a vedere se ce n' ancora.

La gn Nunzia rientra nella bettola.

COMPAR ALFIO Si capisce che siete di casa, ormai, comare Santa.

COMARE CAMILLA Siete venuto a far la Pasqua colla gn Lola vostra moglie, compar Alfio?

COMPAR ALFIO S, almeno le feste principali.

ZIA FILOMENA (dall'uscio, colla mantellina sul braccio, a comare Camilla). Che non ci venite a messa voi?

ZIO BRASI (accorrendo dalla sinistra). Viene! viene! O compar Alfio, che potete pigliarlo un viaggio per Militello?

COMPAR ALFIO S' per domani, s, zio Brasi. Oggi son venuto a far la Pasqua a casa mia.

 

ZIA FILOMENA "II Carnevale fallo con chi vuoi. Pasqua e Natale falli con i tuoi".

COMARE CAMILLA (a compar Alfio). E vostra moglie, che vi vede soltanto a Pasqua e a Natale, cosa dice?

COMPAR ALFIO Io non lo so cosa dice. Questo il mio mestiere, comare Camilla. Il mio mestiere di fare il vetturale e di andare sempre in viaggio di qua e di l.

GN NUNZIA (ritornando col fiasco colmo e colla mantellina ripiegata che lascia sul panchetto della verdura). meglio di quell'altro, compar Alfio; me lo direte poi, quando l'avrete bevuto, buon pro vi faccia. Diciotto soldi.

ZIA FILOMENA Non bene quello che avete detto, compar Alfio; ch avete la moglie giovane.

COMPAR ALFIO Mia moglie sa che la berretta la porto a modo mio;

Battendo sulla tasca del petto

e qui ci porto il giudizio per mia moglie, e per gli altri anche.

Due carabinieri in tenuta escono dalla caserma e si allontanano pel viale della chiesa.

- I miei interessi me li guardo io, da me, senza bisogno di quelli del pennacchio. E in paese tutti lo sanno, grazie a Dio!

Suona la messa una seconda volta.

ZIA FILOMENA (facendosi il segno della croce). Lontano sia!

Chiude l'uscio a chiave, e si mette la mantellina in capo avviandosi verso la chiesa.

COMARE CAMILLA Vengo anch'io, vengo anch'io, zia Filomena.

Via dalla terrazza.

ZIA FILOMENA (a compar Alfio). Piuttosto andate a dire a vostra moglie che suona la messa, scomunicato!

COMPAR ALFIO Corro a governare le mie bestie, e vado a dirglielo. Non dubitate, son cristiano anch'io.

GN NUNZIA (a compar Alfio). Diciotto. soldi.

COMPAR ALFIO Vengo, vengo, pittima! Lasciatemi contare i denari.

COMARE CAMILLA (dalla prima stradicciuola a sinistra, con mantellina in capo, va a dare la chiave a suo marito). Eccovi la chiave, se mai. E voi non venite al solito quando stanno per terminare le funzioni in chiesa.

Via verso la chiesa colla zia Filomena.

Lo zio Brasi rientra nello stallatico. Dell'altra gente attraversa la piazzetta alla spicciolata per andare in chiesa.

COMPAR ALFIO (alla gn Nunzia). E diciotto, a voi! Buon pro vi facciano.

S'avvia per andarsene dond' venuto.

GN NUNZIA O dove l'avete visto mio figlio Turiddu, compar Alfio?

SANTUZZA (piano, dandole una strappata alla veste). Non gli dite nulla, per carit!

COMPAR ALFIO (tornando indietro). L'ho visto dalle mie parti, all'alba, mentre arrivavo a casa mia. Egli andava correndo, come avesse fretta, e non si accorse di me. Volete che ve lo mandi, se l'incontro?

GN NUNZIA No, no.

Compar Alfio via. A Santuzza:

Perch mi hai fatto segno di star zitta?

(Santuzza non risponde e china il capo).

GN NUNZIA Ah!… Cosa ti salta in mente?

SANTUZZA (celandosi il viso nel grembiale e scoppiando in lagrime). Ah, gn Nunzia!

GN NUNZIA (stupefatta). La gn Lola?… La moglie di compar Alfio?…

SANTUZZA Come far adesso che Turiddu mi abbandona?…

GN NUNZIA O poveretta me! Cosa mi vieni a dire!… Non pu essere, ti sbagli; compar Alfio si sbaglia anche lui!… Poi ci sono tanti che hanno il berretto rosso di bersagliere…

SANTUZZA No, non si sbaglia compar Alfio. Era lui, Turiddu!

GN NUNZIA Come lo sai?

SANTUZZA Lo so… Compare Turiddu, prima d'andar soldato… si parlavano colla gn Lola.

GN NUNZIA Be'! Poi al suo ritorno la trov maritata con compar Alfio di Licodiano, e si mise il cuore in pace.

SANTUZZA Ma essa no! Essa non se lo mise il cuore in pace.

GN NUNZIA O come sai quest'altra cosa?

SANTUZZA Lo so, che si affacciava ogni volta, quando lo vedeva passare dinanzi la mia porta, e me lo rubava cogli occhi quella scomunicata! e cercava di attaccar discorso con lui anche! - Compare Turiddu, che ci venite a fare da queste parti? Non lo sapete che non ci fu la volont di Dio? Ora lasciatemi stare che son di mio marito. - La volont di Dio era per tentarlo! Egli si metteva a cantare sotto la mia finestra per far dispetto a lei che s'era maritata con un altro. Tanto vero che l'amore antico non si scorda pi. Io come lo sentivo cantare, quel cristiano, sembrava che il cuore mi scappasse via dal petto. Ero pazza, s! Come potevo dir di no, quand'egli mi pregava: - Apri, Santuzza, s' vero che mi vuoi bene!… - Come potevo? Allora gli dissi: - Sentite, compare Turiddu, giuratemi innanzi a Dio, prima! - Egli giur. Dopo, come lo seppe lei, quella mala femmina divent gelosa a morte; e si mise in testa di rubarmelo. Mi cambi Turiddu di qua a qua.

Col gesto della mano

Egli nega, perch gli faccio compassione; ma d'amore non mi ama pi!.. Ora che sono in questo stato… che miei fratelli quando lo sapranno m'ammazzano colle sue mani stesse! Ma di ci non m'importa. Se Turiddu non volesse bene a quell'altra, morirei contenta. Ieri sera venne a dirmi: - Addio, vado per un servizio. - Colla faccia tanto buona! Signore! com' possibile avere in core il tradimento di Giuda con quella faccia? Pi tardi una vicina che veniva pel filato mi disse di aver visto compare Turiddu l dalle nostre parti, dinanzi all'uscio della gn Lola.

GN NUNZIA (facendosi la croce). O figlia di Dio, cosa mai vieni a contarmi la santa giornata ch' oggi!…

SANTUZZA Ah! che giornata spunt oggi per me, gn Nunzia!

GN NUNZIA Senti, va a buttarti ai piedi del Crocifisso.

SANTUZZA No, in chiesa non ci posso andare, gn Nunzia.

GN NUNZIA (spiegando la mantellina e mettendosela sul capo). Le funzioni sacre non voglio perderle anch'io per.

SANTUZZA Voi andateci, che vi terr d'occhio la bottega… Non temete, non sono ladra anche!

GN NUNZIA Ma che vuoi fare?

SANTUZZA Non lo so. L'aspetter qui (accennando la panca accanto all'uscio) come una poveretta di limosina.

GN NUNZIA Qui? in casa mia?

SANTUZZA Non dubitate, in casa non entrer. Non mi scacciate anche dalla porta, gn Nunzia, se volete fare come il Signore misericordioso, che andate a pregare in chiesa. Lasciatemi qui, vi dico! Lasciate che parli con lui quest'ultima volta, per l'anima dei vostri morti!

GN NUNZIA (s'avvia verso la chiesa brontolando). O Signore, pensateci voi!

ZIO BRASI (accorrendo dallo stallatico). Aspettate, aspettate, gn Nunzia; noi che abbiamo bottega aperta e arriviamo sempre gli ultimi.

La gn Nunzia andata via. - La zio Brasi a Santuzza:

Ah, voi non andate neppure alle funzioni di Pasqua, comare Santa? Volete che recitiamo insieme il santo rosario?

SANTUZZA Lasciatemi stare.

ZIO BRASI Eh!… che non vi mangio, diavolo!.. Come se non si sapesse…

SANTUZZA Lasciatemi stare.

PIPPUZZA (dalla prima viottola a sinistra, affannata). Che ci arrivo alle funzioni, zio Brasi?

ZIO BRASI Se corri, ci arrivi.

Pippuzza via. - La zio Brasi a Santuzza:

Vedete, io faccio come il campanaro, che chiama la gente in chiesa, ma lui se ne sta fuori.

Guardando verso la viottola in fondo, a destra.

Ah! ecco perch volevate che vi lasciassi stare!… Eccolo il merlo… Ora me ne vado anch'io..

Via verso la chiesa.

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SCENA II

 

Turiddu Macca in fretta dalla viottola in fondo a destra e Santuzza che balza in piedi al vederlo

TURIDDU Oh, Santuzza!… che fai qui?

SANTUZZA Vi aspettavo.

TURIDDU Dov' mia madre?

SANTUZZA andata in chiesa.

TURIDDU Allora vacci anche tu: ch qui ci abbado io,

SANTUZZA No, non ci vado in chiesa.

TURIDDU Il giorno di Pasqua!

SANTUZZA Lo sapete che non posso andarci.

TURIDDU Allora cosa vuoi fare?

SANTUZZA Voglio parlarvi.

TURIDDU Qui? In mezzo alla strada?

SANTUZZA Non me ne importa,

TURIDDU La gente che pu vederci!

SANTUZZA Non me ne importa.

TURIDDU Che hai?

SANTUZZA Ditemi donde venite.

TURIDDU Oh, oh! Che vuol dire questa cosa?

SANTUZZA Dove siete stato questa notte?

TURIDDU Ah! devo dire dove sono stato?

SANTUZZA Perch andate in collera se vi domando dove siete stato? Non me lo potete dire?

TURIDDU Sono stato a Francofonte, sono stato.

SANTUZZA Non vero. Ieri sera a due ore di notte eravate ancora qui.

TURIDDU Allora sono stato dove mi pare e piace.

SANTUZZA (lasciandosi cadere la mantellina sulle spalle). O compare Turiddu, perch mi trattate in tal modo? Non mi vedete in faccia? Non vedete che piglio morte e passione?

TURIDDU Colpa tua. Che ti sei messa in capo non so che cosa; e vai a svergognarmi con questo e con quello; e a spiare dei fatti miei, come se fossi ancora un ragazzo; e non sono pi padrone di fare ci che voglio?

SANTUZZA No, non sono andata a domandare. L'hanno detto qui, or ora, che vi hanno visto all'alba sull'uscio della gn Lola.

TURIDDU Chi l'ha detto?

SANTUZZA Compar Alfio stesso, suo marito.

TURIDDU Lui! Ah, questo il grande amore che mi porti? che vai a mettere di queste pulci nell'orecchio di compar Alfio e risichi di farmi ammazzare?

SANTUZZA (cadendo ginocchioni a mani giunte). Ah compare Turiddu, come potete dirlo?

TURIDDU Alzati, non mi fare la commedia! Alzati o me ne vado.

SANTUZZA (rialzandosi lentamente). Ah, ora ve ne andate? Ora che mi lasciate come Maria Addolorata?

TURIDDU Cosa vuoi che faccia se non credi pi alle mie parole? A ci che ti dicono gli altri invece, s, ci credi! Non vero niente, ti ripeto; Compar Alfio ha sbagliato. Andavo pei fatti miei. Guarda, ti sei messa in capo questa storia della gn Lola, giusto quando c' qui in paese suo marito! Vedi quanto sei sciocca?

SANTUZZA Suo marito giunto stamattina soltanto.

TURIDDU Ah, sai anche cotesto? Brava! Mi fai la spia in tutto e per tutto! Non sono pi padrone di nulla!

SANTUZZA S, compare Turiddu, siete padrone di scannarmi colle vostre mani stesse come un agnello, se volete che vi leccherei le mani come un cane.

TURIDDU O dunque?

SANTUZZA Ma la gn Lola, no, vedete! Quella l mi vuol far dannare l'anima.

TURIDDU Lascia stare la gn Lola ch' per casa sua.

SANTUZZA E lei perch non mi lascia stare, me? Perch mi vuol rubare voi, che non ho altro?

TURIDDU Bada che ti sbagli.

SANTUZZA No, che non mi sbaglio! Non le correvate dietro prima d'andar soldato?

TURIDDU Acqua passata! Ora la gn Lola maritata per casa sua.

SANTUZZA Che importa! Non le volete bene ancora, quantunque sia maritata? Ed essa non vi ha rubato a me per gelosia? E non mi sento qui dentro il fuoco per voi che mi tradite?

TURIDDU Taci, taci.

SANTUZZA No, non posso tacere, che ho la rabbia canina in cuore! Ora come far se voi mi abbandonate?

TURIDDU Io non ti abbandono, se tu non mi metti colle spalle al muro. Ma te l'ho detto: voglio essere padrone di fare quel che mi pare a piace. Sinora, grazie a Dio, catena al collo non ne ho.

SANTUZZA Cosa intendete di dire?

TURIDDU Intendo che sei una matta con questa gelosia senza motivo.

SANTUZZA Che colpa ci ho io? Vedete come son ridotta? La gn Lola meglio di me, lo so! Ha il collo e le mani cariche d'oro! Suo marito non le fa mancare nulla, e la tiene come la Madonna sull'altare, quella scomunicata!

TURIDDU Lasciala stare!

SANTUZZA Vedete se la difendete?

TURIDDU Non la difendo. A me non me ne importa se suo marito la tiene come la Madonna sopra l'altare. Quello che m'importa di non passare per uno che non sia padrone di fare quello che gli pare e piace. Questo no!

 

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SCENA III

 

La gn Lola dalla prima viottola a destra. Turiddu e Santuzza.

GN LOLA Oh, compare Turiddu! Che l'avete visto andare in chiesa mio marito?

TURIDDU Non so, comare Lola, arrivo in questo momento.

GN LOLA Mi disse: vado dal maniscalco pel baio che gli manca un ferro, e subito ti raggiungo in chiesa. Voi, che state a sentirle di qua fuori le funzioni di Pasqua, facendo conversazione?

TURIDDU Comare Santa qui, che stava dicendomi…

SANTUZZA Gli dicevo che oggi giornata grande; e il Signore, di lass, vede ogni cosa!

GN LOLA E voi che non ci andate in chiesa?

SANTUZZA In chiesa ci ha da andare chi ha la coscienza netta, gn Lola.

GN LOLA Io ringrazio Iddio, e bacio in terra.

Si china a toccare il suolo colla punta delle dita che poscia si reca alle labbra.

SANTUZZA Ringraziatela, gn Lola, quand' cos, Che alle volte si dice: "Quello, nella terra su cui posa i piedi, non degno di metterci il viso".

TURIDDU Andiamo via, gn Lola, che qui non abbiamo nulla da fare.

GN LOLA Non v'incomodate per me, compare Turiddu, che la strada la so coi miei piedi, e non voglio guastare i fatti vostri.

TURIDDU Se vi dico che non abbiamo nulla da fare!

SANTUZZA (trattenendolo per la giacchetta). No, abbiamo da parlare ancora.

GN LOLA Buon pro vi faccia, compare Turiddu! E voi restate qui pei fatti vostri, ch io me ne vo pei fatti miei,

Via per andare in chiesa.

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SCENA IV

 

Turiddu e Santuzza.

TURIDDU (furibondo). Ah! vedi cosa hai fatto?

SANTUZZA S, lo vedo!

TURIDDU L'hai fatto apposta dunque?

SANTUZZA S, l'ho fatto apposta!

TURIDDU Ah! sangue di Giuda!

SANTUZZA Ammazzami.

TURIDDU L'hai fatto apposta! l'hai fatto apposta!

SANTUZZA Ammazzami, non me ne importa, via!

TURIDDU No, non voglio manco ammazzarti!

Per andare.

SANTUZZA Mi lasci?

TURIDDU S, questo ti meriti.

Suona la campana dell'elevazione.

SANTUZZA Non mi lasciare, Turiddu! Senti questa campana che suona?

TURIDDU Non voglio essere menato pel naso, intendi?

SANTUZZA Tu puoi camminarmi coi piedi sulla faccia. Ma essa no!

TURIDDU Finiamola! Me ne vado per troncare queste scenate!

SANTUZZA Dove corri?

TURIDDU Dove mi pare… Vado a messa.

SANTUZZA No, tu vai a far vedere alla gn Lola che m'hai piantata qui per lei; che di me non t'importa!

TURIDDU Sei pazza!

SANTUZZA Non ci andare, Turiddu! Non andare in chiesa a far peccato oggi! Non mi fare quest'altro affronto di faccia a quella donna.

TURIDDU Tu piuttosto! Vuoi farmi l'affronto di mostrare a tutto il mondo che non son padrone di muovere un passo; che mi tieni sotto la tua scarpa come un ragazzo!…

SANTUZZA Che te ne importa di quel che dice lei, se non mi vuoi far morire disperata?…

TURIDDU Sei pazza!

SANTUZZA S, vero, son pazza! Non mi lasciare con questa pazzia in testa!

TURIDDU (strappandosi da lei). Finiamola ti dico! mannaggia!

SANTUZZA Turiddu! per questo Dio che scende nell'ostia consacrata adesso, non mi lasciare per la gn Lola!

Turiddu via.

Ah! mala Pasqua a te!

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SCENA V

 

<

Compar Alfio in fretta, dalla viottola in fondo a destra, e Santuzza a met della scena.

SANTUZZA Oh, il Signore che vi manda, compar Alfio!

COMPAR ALFIO A che punto la messa, comare Santa?

SANTUZZA Tardi arrivate. Ma vostra moglie c' andata per voi con Turiddu Macca.

COMPAR ALFIO Cosa volete dire?

SANTUZZA Dico che vostra moglie va attorno carica d'oro come la Madonna dell'altare, e vi fa onore, compare Alfio.

COMPAR ALFIO Oh, a voi che ve ne importa?

SANTUZZA Me ne importa per voi che, mentre girate il mondo a buscarvi il pane e a comprar dei regali per vostra moglie, essa vi adorna la casa in altro modo!

COMPAR ALFIO Cosa avete detto, comare Santa?

SANTUZZA Dico che mentre voi siete fuorivia, all'acqua e al vento, per amor del guadagno, comare Lola, vostra moglie, vi adorna la casa in malo modo!

COMPAR ALFIO Pel nome di Dio, gn Santa, che se siete ubbriaca di buon'ora la mattina di Pasqua, vi faccio escire il vino dal naso!

SANTUZZA Non sono ubbriaca, compar Alfio, e parlo da senno

COMPAR ALFIO Sentite! S' la verit che m'avete detto, allora vi ringrazio, e vi bacio le mani, come se fosse tornata mia madre istessa dal camposanto, comare Santuzza! Ma se mentite, per l'anima dei miei morti! vi giuro che non vi lascer gli occhi per piangere, a voi e a tutto il vostro infame parentado!

SANTUZZA Piangere non posso, compar Alfio; e questi occhi non hanno pianto neppure quando hanno visto Turiddu Macca che m'ha tolto l'onore, andare dalla gn Lola vostra moglie!

COMPAR ALFIO (tornando calmo tutto ad un tratto). Quand' cos, va bene, e vi ringrazio, comare.

SANTUZZA Non mi ringraziate, no, ch sono una scellerata!

COMPAR ALFIO Scellerata non siete voi, comare Santa. Scellerati son coloro che ci mettono questo coltello nel cuore, a voi e a me. Che se gli si spaccasse il cuore davvero a tutti e due con un coltello avvelenato d'aglio, ancora non sarebbe niente! Ora, se vedete mia moglie che mi cerca, ditele che vado a casa a pigliare il regalo pel suo compare Turriddu.

Via dalla prima viottola a destra

La gente comincia a tornare dalla chiesa e si disperde a destra e a sinistra. Turiddu Macca, la gn Lola, comare Camilla, la gn Nunzia, la zia Filomena vengono avanti senza badare a Santuzza che resta verso la viottola in fondo a destra, imbacuccata nella mantellina. Solo lo zio Brasi, che viene l'ultimo, accorgendosi di lei:

ZIO BRASI O comare Santa, che va in chiesa quando non c' pi nessuno!

SANTUZZA Sono in peccato mortale, zio Brasi!

Verso la chiesa

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Edizione HTML a cura di: mail@debibliotheca.com

Ultimo Aggiornamento: 14/07/05 22.32.59

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