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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

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Bruto Primo

Di: Vittorio Alfieri

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ATTO TERZO

 

SCENA PRIMA

 

Tiberio, Mamilio.

 

TIBERIO

Vieni, Mamilio, obbedir deggio al padre:

espressamente or or mandommi un messo,

che ci m'impone: al tramontar del sole

fuori esser dei di Roma.

MAMILIO

Oh! come ardisce

ei rivocar ci che con Roma intera

mi concedea stamane ei stesso?...

TIBERIO

Il solo

qui rimanerti a te si toglie: in breve

ti seguiran fuor delle porte i chiesti

e accordati tesori. Andiam...

MAMILIO

Che deggio

dunque recare all'infelice Aronte

in nome tuo?

TIBERIO

Dirai,... ch'ei sol non merta

di nascer figlio di Tarquinjo; e ch'io,

memore ancor dell'amistade nostra,

sento del suo destin piet non poca.

Nulla per lui poss'io...

MAMILIO

Per te, puoi molto.

TIBERIO

Che dir vuoi tu?

MAMILIO

Che, se pietade ancora

l'ingresso ottiene entro al tuo giovin petto,

dei di te stesso, e in un de' tuoi, sentirla.

TIBERIO

Che parli?

MAMILIO

A te pu la piet d'Aronte

giovare, (e in breve) pi che a lui la tua.

Bollente or tu di libert, non vedi

n perigli, n ostacoli; ma puoi

creder tu forse, che a sussister abbia

questo novello, e neppur nato appieno,

mero ideale popolar governo?

TIBERIO

Che libertade a te impossibil paia,

poich tu servi, io 'l credo. Ma, di Roma

il concorde voler...

MAMILIO

Di un'altra Roma

ho il voler poscia udito: io te compiango;

te, che col padre al precipizio corri. -

Ma, Tito vien su l'orme nostre. Ah! forse,

meglio di me, potr il fratel tuo stesso

il dubbio stato delle cose esporti.

 

SCENA SECONDA

 

Tito, Mamilio, Tiberio.

 

TITO

Te rintracciando andava; io favellarti...

TIBERIO

Per or nol posso.

MAMILIO

Immantinente trarmi

ei fuor di Roma debbe: uno assoluto

comando il vuol del vostro padre. - Oh quanto

di voi mi duole, o giovinetti!...

TIBERIO

Andiamo,

andiam frattanto. - Ad ascoltarti, o Tito,

or ora io riedo.

TITO

E che vuol dir costui?

MAMILIO

Andiam: narrarti io potr forse in via

quanto il fratel dirti or volea.

TITO

T'arresta.

Saper da te...

MAMILIO

Pi che non sai, dirotti.

Tutto sta in me: da gran perigli io posso

scamparvi, io solo...

TIBERIO

Artificiosi detti

tu muovi...

TITO

E che sta in te?

MAMILIO

Tiberio, e Tito,

e Bruto vostro, e Collatino, e Roma.

TIBERIO

Folle, che parli?

TITO

Io so che la iniqua speme...

MAMILIO

Speme? certezza ell'. Gi ferma e piena

a favor dei Tarquinj arde congiura:

n son gli Aquilj a congiurare i soli,

come tu il pensi, o Tito: Ottavj, e Marzj,

e cento e cento altri patrizj; e molti,

e i pi valenti, infra la plebe istessa...

TIBERIO

Oh ciel! che ascolto?...

TITO

ver, pur troppo, in parte:

fero un bollor v'ha in Roma. A lungo, or dianzi,

presso gli Aquilj si adun gran gente:

come amico e congiunto, alle lor case

mi appresentava io pure, e solo escluso

ne rimanea pur io. Grave sospetto

quindi in me nacque...

MAMILIO

Appo gli Aquilj io stava,

mentre escluso tu n'eri: certa, tale

la congiura, e s forte, ch'io non temo

di svelarvela.

TIBERIO

Perfido...

TITO

Le vili

arti tue v'adoprasti...

MAMILIO

Udite, udite,

figli di Bruto, ci che dirvi io voglio. -

S'arte mia fosse stata, ordir s tosto

s gran congiura, io non sarei per tanto

perfido mai. Per l'alta causa e giusta

di un legittimo re, tentati, e volti

a pentimento e ad equitade avrei

questi sudditi suoi da error compresi,

traviati dal ver; n mai sarebbe

perfidia ci. Ma, n usurpar mi deggio,

n vo', l'onor di cosa che arte nulla,

n fatica, costavami. Disciolto

dianzi era appena il popolar consesso,

ch'io di nascosto ricevea l'invito

al secreto consiglio. Ivi stupore

prendea me stesso, in veder tanti, e tali,

e s bollenti difensori unirsi

degli espulsi Tarquinj: e a gara tutti

mi promettean pi assai, ch'io chieder loro

non mi fora attentato. Il solo Sesto

chiamavan tutti alla dovuta pena.

Ed colpevol Sesto; e irato il padre

contr'esso pi, che nol sia Roma; e intera

ne giurava ei vendetta. Io lor fea noto

questo pensier del re: gridano allora

tutti a una voce: A lui riporre in trono

darem la vita noi. Fu questo il grido

della miglior, della pi nobil parte

di Roma. - Or voi, ben dal mio dir scorgete,

ch'arte in me non si annida: il tutto io svelo,

per voi salvar; e per salvare a un tempo,

ov'ei pur voglia, il vostro padre istesso.

TIBERIO

- Poich gi tanto sai, serbarti in Roma

stimo il miglior, fino al tornar del padre.

Veggo or perch Bruto invi s ratto

il comando di espellerti; ma tardo

pur mi giungea...

TITO

Ben pensi: e ognor tu intanto

sovr'esso veglia. Il pi sicuro asilo

per custodir costui, la magion parmi

de' Vitellj cugini: io fuor di Roma

volo, il ritorno ad affrettar del padre.

MAMILIO

Franco parlai, perch di cor gentile

io vi tenni; tradirmi ora vi piace?

Fatelo: e s'anco a Bruto piace il sacro

diritto infranger delle genti, il faccia

nella persona mia: ma gi tant'oltre

la cosa omai, che, per nessun mio danno,

util toccarne a voi non pu, n a Bruto.

Gi pi inoltrata la congiura assai,

che nol pensate or voi, Bruto, e il collega,

e dell'infima plebe la vil feccia,

sono il sol nerbo che al ribelle ardire

omai rimane. Al genitor tu vanne,

Tito, se il vuoi; pi di tornar lo affretti,

pi il suo destin tu affretti. - E tu, me tosto

appo i Vitellj traggi: ivi securo,

pi assai che tu, fra lor starommi.

TIBERIO

Or quale

empio sospetto?...

MAMILIO

Di evidenza io parlo;

non di sospetto. Anco i Vitellj, i fidi

quattro germani della madre vostra;

essi, che a Bruto di amistade astretti

eran quanto di sangue, anch'essi or vonno

ripor Tarquinjo in seggio.

TITO

Oh ciel!...

TIBERIO

Menzogna

fia questa...

MAMILIO

Il foglio, ove i pi illustri nomi

di propria man dei congiurati stanno,

convincer puovvi? - Eccolo: ad uno ad uno

leggete or voi, sotto agli Aquilj appunto,

scritti i quattro lor nomi.

TIBERIO

Ahi vista!

TITO

Oh cielo!

che mai sar del padre?...

TIBERIO

Oh giorno! Oh Roma!...

 

MAMILIO

- N, perch'io meco or questo foglio arrechi,

crediate voi che al mio partir sia annesso

della congiura l'esito. Un mio fido

nascoso messo gi di Roma uscito;

gi il tutto omai noto a Tarquinjo appieno.

Dalla vicina Etruria a lui gi molti

corrono in armi ad ajutarlo; il forte

re di Chiusi per lui; Tarquinja, Veia,

Etruria tutta in somma, e Roma tutta;

tranne i consoli, e voi. Questo mio foglio

null'altro importa, che in favor dei nomi

la clemenza del re. Col foglio a un tempo

me date in man del genitore: a rivi

scorrer farete dei congiunti vostri

forse il sangue per or; ma, o tosto, o tardi,

a certa morte il genitor trarrete:

e il re fia ognor Tarquinjo poscia in Roma.

TITO

Ah! ch'io pur troppo antivedea per tempo

quant'ora ascolto. Al padre io 'l dissi...

TIBERIO

A scabro

passo siam noi. Che far si dee? deh! parla...

TITO

Grave periglio al genitor sovrasta...

TIBERIO

E assai pi grave a Roma...

MAMILIO

Or via, che vale

il favellar segreto? O fuor di Roma

trar mi vogliate, o di catene avvinto

ritenermivi preso, a tutto io sono

presto omai: ma, se amor vero del padre,

e di Roma vi punge, e di voi stessi;

voi stessi, e il padre in un salvate, e Roma.

Ci tutto in voi.

TITO

Come?...

TIBERIO

Che speri?...

MAMILIO

Aggiunti

di propria mano i nomi vostri a questi,

fia salvo il tutto.

TIBERIO

Oh ciel! la patria, il padre

noi tradirem?...

MAMILIO

Tradiste e patria e padre,

e l'onor vostro, e i tutelari Numi,

allor che al re legittimo vi osaste

ribellar voi. Ma, se l'impresa a fine

vi avvena di condurre, un frutto almeno

dal tradimento era per voi raccolto:

or che svanita affatto, (ancor vel dico)

col pi persister voi trarrete, e invano,

la patria e il padre a fere stragi, e voi.

TITO

Ma dimmi; aggiunto ai tanti nomi il nostro,

a che ci mena? a che s'impegnan gli altri?

MAMILIO

A giuste cose. Ad ascoltar di bocca

propria del re le sue discolpe; a farvi

giudici voi, presente il re, del nuovo

misfatto orribil del suo figlio infame;

a vederlo punito; a ricomporre

sotto men duro freno in lustro e in pace

la patria vostra... Ah! sovra gli altri tutti,

liberatori della patria veri

nomar vi udrete; ove stromenti siate

voi d'amistade infra Tarquinjo e Bruto;

nodo, che sol porre or pu in salvo Roma.

TITO

Certo, a ci far noi pur potremmo...

TIBERIO

Ah! pensa...

Chi sa?... Forse altro...

TITO

E ch'altro a far ci resta?

Possente troppo la congiura...

TIBERIO

Io d'anni

minor ti sono; in s importante cosa

da te partirmi io non vorrei, n il posso:

troppo ognora ti amai: ma orribil sento

presagio al core...

TITO

Eppur, gi gi si appressa

la notte, e ancor coi loro prodi in Roma

n Collatin, n il padre, tornar veggio:

ito ai Tarquinj di costui gi il messo:

stretti noi siam per ogni parte: almeno

per or ci forza il re placare...

MAMILIO

tarda

l'ora omai; risolvete: vano il trarvi

da me in disparte. Ove in mio pro vogliate,

o (per pi vero dire) in util vostro

ove adoprarvi ora vogliate, il meglio

fia il pi tosto. Firmate; eccovi il foglio.

Me, di tai nomi ricco, uscir di Roma

tosto farete, affin che tosto in Roma

rieda la pace.

TITO

Il ciel ne attesto; ei legge

nel cor mio puro; ei sa, che a ci mi sforza

solo il bene di tutti.

TIBERIO

Oh ciel! Che fai?...

TITO

Ecco il mio nome.

TIBERIO

- E sia, se il vuoi. - Firmato,

ecco, o Mamilio, il mio.

MAMILIO

Contento io parto.

TITO

Scortalo dunque tu; mentr'io...

 

SCENA TERZA

 

Littori, Collatino con numerosi soldati,

Tito, Mamilio, Tiberio.

 

COLLATINO

Che veggo?

Ancor Mamilio in Roma?

TIBERIO

Oh cielo!...

TITO

Oh vista!

Oh fero inciampo!

COLLATINO

E voi, cos servaste

l'assoluto incalzante ordin del padre? -

Ma, donde tanto il turbamento in voi?

Perch ammutite? - Al ciel sia lode; in tempo

io giungo forse ancora. - Ol, littori,

Tito e Tiberio infra catene avvinti

sian tosto...

TITO

Deh! ci ascolta...

COLLATINO

In breve udravvi

Roma, e il console Bruto. Alla paterna

magion traete i due fratelli; e quivi

su lor vegliate.

TIBERIO

Ah Tito!

 

SCENA QUARTA

 

Collatino, Mamilio, Soldati.

 

COLLATINO

E voi, costui

fuor delle porte accompagnate...

MAMILIO

Io venni

sotto pubblica fede...

COLLATINO

E involato,

sotto pubblica f, che pur non merti,

ne andrai. - Quinto, mi ascolta.

 

SCENA QUINTA

 

Collatino.

 

COLLATINO

Oh ciel! qual fia

il fin di tante orribili sventure?... -

Ma, pria che giunga Bruto, a tutto intanto

qui provveder, con ferreo cor, m' forza.

 


 


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Edizione HTML a cura di: mail@debibliotheca.com
Ultimo Aggiornamento:
13/07/2005 23.21

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