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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Amore, in cui disio
 ed speranza

Di: Pier delle Vigne

 

Amore, in cui disio ed speranza

di voi, bella, m' dato guiderdone;

guardomi infin che vegna la speranza,

pur aspettando bon tempo e stagione;

com'om ch' in mare ed spene di gire,

quando vede lo tempo ed ello spanna

e gi mai la speranza no lo 'nganna,

cos faccio, madonna, in voi venire.

Or potess'eo venire a voi, amorusa,

o come larone ascoso e non paresse!

Ben lo ter[r]ia in gioia aventurusa

se l'Amor tanto bene mi facesse!

S bel parlante, donna, con voi fora

e direi como v'amai lungiamente

pi ca Piramo Tisbia dolzemente,

ed ameragio infin ch'eo vivo ancora.

Vostro amor che mi tene in disi[r]o

e donami speranza con gran gioi,

ch'eo non curo s'io doglio od martiro

membrando l'ora ched io vegna a voi,

ca, s'io troppo dimoro, par ch'io pera,

[ aulente lena ], e voi mi perderete;

adunque, bella, se ben mi volete,

guardate ch'io non mora in vostra spera.

In vostra spera vivo, donna mia,

e lo mio core adesso a voi dimanda,

e l'ora tardi mi pare che sia

che fino amore a vostro cor mi manda.

Guardo tempo che vi sia a piacimento

e spanda le mie vele in ver voi, rosa,

e prenda porto l ove si riposa

lo meo core a l[o] vostro insegnamento.

Mia canzonetta, porta esti compianti

a quella c' 'n baila lo meo core

e le mie pene contale davanti

e dille com'eo moro per suo amore,

e mandimi per suo messagio a dire

com'io conforti l'amor ch'i[n] lei porto,

e, s'io ver lei feci alcuno torto,

donimi penitenza al suo volire.

Edizione HTML a cura di: mail@debibliotheca.net Ultimo Aggiornamento: 18/07/05 01.34