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CLASSICI DELLA LETTERATURA ITALIANA

Mandragola

Niccolò Machiavelli

 

ATTO SECONDO

[SCENA PRIMA] [SCENA SECONDA] [SCENA TERZA]

[SCENA QUARTA] [SCENA QUINTA] [SCENA SESTA]

ATTO SECONDO

  

SCENA PRIMA

Ligurio, messer Nicia, Siro.

LIGURIO Come io vi ho detto, io credo che Dio ci abbia mandato costui, perché voi adempiate el desiderio vostro. Egli ha fatto a Parigi esperienzie grandissime; e non vi maravigliate se a Firenze e' non ha fatto professione dell'arte, che n'è suto cagione, prima, per essere ricco, secondo, perché egli è ad ogni ora per tornare a Parigi.

NICIA Ormai, frate sí, cotesto bene importa; perché io non vorrei che mi mettessi in qualche lecceto, poi mi lasciassi in sulle secche.

LIGURIO Non dubitate di cotesto; abbiate solo paura che non voglia pigliare questa cura; ma, se la piglia e' non è per lasciarvi infino che non ne veda el fine.

NICIA Di cotesta parte io mi vo' fidare di te; ma della scienzia io ti dirò bene io, come io li parlo, s'egli è uom di dottrina, perché a me non venderà egli vesciche.

LIGURIO E perché io vi conosco, vi meno io a lui acciò li parliate. E se, parlato li avete, e' non vi pare per presenzia, per dottrina, per lingua uno uomo da metterli il capo in grembo, dite che io non sia desso.

NICIA Or sia, al nome dell'Agnol santo! Andiamo. Ma dove sta egli?

LIGURIO Sta in su questa piazza, in quell'uscio che voi vedete dirimpetto a noi.

NICIA Sia con buona ora. Picchia.

LIGURIO Ecco fatto.

SIRO Chi è?

LIGURIO Evvi Callimaco?

SIRO Sí, è.

NICIA Che non di' tu maestro Callimaco?

LIGURIO E' non si cura di simil baie.

NICIA Non dir cosí, fa' il tuo debito, e, s'e' l'ha per male, scingasi!

SCENA SECONDA

Callimaco, messer Nicia, Ligurio.

CALLIMACO Chi è quel che mi vuole?

NICIA Bona dies, domine magister.

CALLIMACO Et vobis bona, domine doctor.

LIGURIO Che vi pare?

NICIA Bene, alle guagnèle!

LIGURIO Se voi volete che io stia qui con voi, voi parlerete in modo che io v'intenda, altrimenti noi fareno duo fuochi.

CALLIMACO Che buone faccende?

NICIA Che so io? Vo cercando duo cose, ch'un altro per avventura fuggirebbe: questo è di dare briga a me e ad altri. Io non ho figliuoli, e vorre'ne, e, per avere questa briga, vengo a dare impaccio a voi.

CALLIMACO A me non fia mai discaro fare piacere a voi ed a tutti li uomini virtuosi e da bene come voi; e non mi sono a Parigi affaticato tanti anni per imparare per altro, se non per potere servire a' pari vostri.

NICIA Gran mercé; e, quando voi avessi bisogno dell'arte mia, io vi servirei volentieri. Ma torniamo ad rem nostram. Avete voi pensato che bagno fussi buono a disporre la donna mia ad impregnare? Ché io so che qui Ligurio vi ha detto quel che vi s'abbia detto.

CALLIMACO Egli è la verità; ma, a volere adempiere el desiderio vostro, è necessario sapere la cagione della sterilità della donna vostra, perché le possono essere piú cagione. Nam cause sterilitatis sunt: aut in semine, aut in matrice, aut in instrumentis seminariis, aut in virga, aut in causa extrinseca.

NICIA Costui è el piú degno uomo che si possa trovare!

CALLIMACO Potrebbe, oltra a di questo, causarsi questa sterilità da voi, per impotenzia; che quando questo fussi non ci sarebbe rimedio alcuno.

NICIA Impotente io? Oh! voi mi farete ridere! Io non credo che sia el più ferrigno ed il più rubizzo uomo in Firenze di me.

CALLIMACO Se cotesto non è, state di buona voglia, che noi vi troverremo qualche remedio.

NICIA Sarebbeci egli altro remedio che bagni? Perché io non vorrei quel disagio, e la donna uscirebbe di Firenze mal volentieri.

LIGURIO Sí, sarà! Io vo' rispondere io. Callimaco è tanto respettivo, che è troppo. Non m'avete voi detto di sapere ordinare certe pozione, che indubitatamente fanno ingravidare?

CALLIMACO Sí, ho. Ma io vo rattenuto con gli uomini che io non conosco, perché io non vorrei mi tenessino un cerretano.

NICIA Non dubitate di me, perché voi mi avete fatto maravigliare di qualità, che non è cosa io non credessi o facessi per le vostre mane.

LIGURIO Io credo che bisogni che voi veggiate el segno.

CALLIMACO Sanza dubbio, e' non si può fare di meno.

LIGURIO Chiama Siro, che vadia con el dottore a casa per esso, e torni qui; e noi l'aspettereno in casa.

CALLIMACO Siro! Va' con lui. E, se vi pare, messere, tornate qui súbito, e penseremo a qualche cosa di buono.

NICIA Come, se mi pare? Io tornerò qui in uno stante, che ho più fede in voi che gli ungheri nelle spade.

SCENA TERZA

Messer Nicia, Siro.

NICIA Questo tuo padrone è un gran valente uomo.

SIRO Piú che voi non dite.

NICIA El re di Francia ne de' far conto.

SIRO Assai.

NICIA E per questa ragione e' debbe stare volentieri in Francia.

SIRO Cosí credo.

NICIA E' fa molto bene. In questa terra non ci è se non cacastecchi, non ci si apprezza virtù alcuna. S'egli stessi qua, non ci sarebbe uomo che lo guardassi in viso. Io ne so ragionare, che ho cacato le curatelle per imparare dua hac: e se io ne avessi a vivere, io starei fresco, ti so dire!

SIRO Guadagnate voi l'anno cento ducati?

NICIA Non cento lire, non cento grossi, o va'! E questo è che, chi non ha lo stato in questa terra, de' nostri pari, non truova can che gli abbai; e non siamo buoni ad altro che andare a' mortori o alle ragunate d'un mogliazzo, o a starci tutto dì in sulla panca del Proconsolo a donzellarci Ma io ne li disgrazio, io non ho bisogno di persona; cosí stessi chi sta peggio di me. Non vorrei però che le fussino mia parole, che io arei di fatto qualche balzello o qualche porro di drieto, che mi fare' sudare.

SIRO Non dubitate.

NICIA Noi siamo a casa, Aspettami qui: io tornerò ora.

SIRO Andate.

SCENA QUARTA

Siro solo.

SIRO Se gli altri dottori fussino fatti come costui, noi faremmo a sassi pe' forni: che sí, che questo tristo di Ligurio e questo impazzato di questo mio patrone lo conducono in qualche loco, che gli faranno vergogna! E veramente io lo desiderrei, quando io credessi che non si risapessi: perché risapendosi, io porto pericolo della vita, el padrone della vita e della roba. Egli è già diventato medico: non so io che disegno si sia el loro, e dove si tenda questo loro inganno. Ma ecco el dottore, che ha un orinale in mano: chi non riderebbe di questo uccellaccio?

SCENA QUINTA

Messer Nicia, Siro.

NICIA Io ho fatto d'ogni cosa a tuo modo: di questo vo' io che tu facci a mio. S'io credevo non avere figliuli, io arei preso piú tosto per moglie una contadina. Che se' costí, Siro? Viemmi drieto. Quanta fatica ho io durata a fare che questa monna sciocca mi dia questo segno! E non è dire che la non abbi caro fare figliuoli, ché la ne ha piú pensiero di me; ma, come io le vo' far fare nulla, egli è una storia!

SIRO Abbiate pazienzia: le donne si sogliono con le buone parole condurre dove altri vuole.

NICIA Che buone parole! ché mi ha fracido. Va ratto, di' al maestro ed a Ligurio che io son qui.

SIRO Eccogli che vengon fuori.

SCENA SESTA

Ligurio, Callimaco, messer Nicia.

LIGURIO El dottore fia facile a persuadere; la difficultà fia la donna, ed a questo non ci mancherà modo.

CALLIMACO Avete voi el segno?

NICIA E' l'ha Siro, sotto.

CALLIMACO Dàllo qua. Oh! questo segno mostra debilità di rene.

NICIA Ei mi par torbidiccio; eppur l'ha fatto ora ora.

CALLIMACO Non ve ne maravigliate. Nam mulieris, uri nae sunt semper maioris grossitiei et albedinis, et mi noris pulchritudinis quam virorum. Huius autem, in caetera, causa est amplitudo canalium, mixtio eorum quae ex matrice exeunt cum urinis.

NICIA Oh! uh! potta di san Puccio! Costui mi raffinisce in tralle mani; guarda come ragiona bene di queste cose!

CALLIMACO Io ho paura che costei non sia, la notte, mal coperta, e per questo fa l'orina cruda.

NICIA Ella tien pure adosso un buon coltrone; ma la sta quattro ore ginocchioni ad infilzar paternostri, innanzi che la se ne venghi al letto, ed è una bestia a patir freddo.

CALLIMACO Infine, dottore, o voi avete fede in me, o no; o io vi ho ad insegnare un rimedio certo, o no. Io, per me, el rimedio vi darò. Se voi arete fede in me, voi lo piglierete; e se, oggi ad uno anno, la vostra donna non ha un suo figliolo in braccio, io voglio avervi a donare dumilia ducati.

NICIA Dite pure, ché io son per farvi onore di tutto, e per credervi piú che al mio confessoro.

CALLIMACO Voi avete ad intender questo, che non è cosa piú certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di mandragola. Questa è una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato.

NICIA E' egli possibile?

CALLIMACO Egli è come io vi dico. E la Fortuna vi ha intanto voluto bene, che io ho condutto qui meco tutte quelle cose che in quella pozione si mettono, e potete averla a vostra posta.

NICIA Quando l'arebbe ella a pigliare?

CALLIMACO Questa sera dopo cena, perché la luna è ben disposta, ed el tempo non può essere piú appropriato.

NICIA Cotesto non fia molto gran cosa. Ordinatela in ogni modo: io gliene farò pigliare.

CALLIMACO E' bisogna ora pensare a questo: che quello uomo che ha prima a fare seco, presa che l'ha, cotesta pozione, muore infra otto giorni, e non lo camperebbe el mondo.

NICIA Cacasangue!. Io non voglio cotesta suzzacchera! A me non l'apiccherai tu! Voi mi avete concio bene!

CALLIMACO State saldo, e' ci è rimedio.

NICIA Quale?

CALLIMACO Fare dormire súbito con lei un altro che tiri, standosi seco una notte, a sé tutta quella infezione della mandragola: dipoi vi iacerete voi sanza periculo.

NICIA Io non vo' far cotesto.

CALLIMACO Perché?

NICIA Perché io non vo' fare la mia donna femmina e me becco.

CALLIMACO Che dite voi, dottore? Oh! io non vi ho per savio come io credetti. Sí che voi dubitate di fare quel lo che ha fatto el re di Francia e tanti signori quanti sono là?

NICIA Chi volete voi che io truovi che facci cotesta pazzia? Se io gliene dico, e' non vorrà; se io non gliene dico, io lo tradisco, ed è caso da Otto: io non ci voglio capitare sotto male.

CALLIMACO Se non vi dà briga altro che cotesto, lasciatene la cura a me.

NICIA Come si farà?

CALLIMACO Dirovelo: io vi darò la pozione questa sera dopo cena; voi gliene darete bere e, súbito, la metterete nel letto, che fieno circa a quattro ore di notte. Dipoi ci travestiremo, voi, Ligurio, Siro ed io, e andrencene cercando in Mercato Nuovo, in Mercato Vecchio, per questi canti; ed el primo garzonaccio che noi troviamo scioperato lo imbavagliereno, ed a suon di mazzate lo condurreno in casa ed in camera vostra al buio. Quivi lo mettereno nel letto, direngli quel che gli abbia a fare, non ci fia difficultà veruna. Dipoi, la mattina, ne manderete colui innanzi dí, farete lavare la vostra donna, starete con lei a vostro piacere e sanza periculo.

NICIA Io sono contento, poiché tu di' che e re e principi e signori hanno tenuto questo modo. Ma sopratutto, che non si sappia, per amore degli Otto!

CALLIMACO Chi volete voi che lo dica?

NICIA Una fatica ci resta, e d'importanza.

CALLIMACO Quale?

NICIA Farne contenta mogliama, a che io non credo che la si disponga mai.

CALLIMACO Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi essere marito, se io non la disponessi a fare a mio modo.

LIGURIO Io ho pensato el rimedio.

NICIA Come?

LIGURIO Per via del confessoro.

CALLIMACO Chi disporrà el confessoro, tu?

LIGURIO Io, e danari, la cattività nostra, loro.

NICIA Io dubito, non che altro, che per mie detto la non voglia ire a parlare al confessoro.

LIGURIO Ed anche a cotesto è remedio.

CALLIMACO Dimmi.

LIGURIO Farvela condurre alla madre.

NICIA La le presta fede.

LIGURIO Ed io so che la madre è della opinione nostra. Orsú! avanziam tempo, ché si fa sera. Vatti, Callimaco, a spasso, e fa' che alle ventitré ore noi ti ritroviamo in casa con la pozione ad ordine. Noi n'andreno a casa la madre, el dottore ed io, a disporla, perché è mia nota. Poi n'andreno al frate, e vi raguagliereno di quello che noi aren fatto.

CALLIMACO Deh! non mi lasciar solo.

LIGURIO Tu mi pari cotto.

CALLIMACO Dove vuoi tu ch'io vadia ora?

LIGURIO Di là, di qua, per questa via, per quell'altra: egli è sí grande Firenze!

CALLIMACO Io son morto.

Canzone

dopo il secondo atto

Quanto felice sia ciascun sel vede,

chi nasce sciocco ed ogni cosa crede!

Ambizione nol preme,

non lo muove il timore,

che sogliono esser seme

di noia e di dolore.

Questo vostro dottore,

bramando aver figlioli,

credria ch'un asin voli;

e qualunque altro ben posto ha in oblio,

e solo in questo ha posto il suo disio.

 

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Ultimo Aggiornamento: 17/07/05 21.25.23